La storia siamo noi - La doppia guerra - Hitler e le industrie americane 1
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by Geremysss 1 year ago
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Report - Paolo Barnard - I Globalizzatori
Quando si pronuncia la parola Globalizzazione gli animi si scaldano subito. Oggi infatti si assiste a un dibattito sempre piu' acceso fra i contestatori dei mercati globalizzati da una parte e dall'altra i sostenitori dell'idea che il benessere economico mondiale richieda liberi scambi senza troppe regole politiche o sociali.
L'apice di questa diatriba la si e' vista nel novembre del '99 con la grande contestazione di Seattle, la citta' americana che ospitava il massimo vertice di Globalizzazione, sulla quale discesero "sciami" di contestatori da ogni parte del mondo.
Ma la Globalizzazione cos'e' esattamente? E quali sono le sue ricadute sulla societa' civile? Questa inchiesta mostra solo i lati controversi dei processi globalizzanti, e lo fa intenzionalmente, poiche' le ricadute positive ci vengono illustrate ogni giorno, su ogni media, nella pubblicita', e persino dai nostri politici.
Ma i pericoli e le zone d'ombra ci sono, e sono proprio quelle su cui si tenta di stendere un velo interessato di silenzio. Iniziamo proprio da alcuni degli esempi piu' noti.

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Report - Paolo Barnard - Un debito senza fondo
Questa inchiesta di Report è dedicata ad una istituzione che tutti conoscono di nome ma che pochi sanno cosa sia: il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e il ruolo che sembrerebbe avere nel mantenimento della povertà nel terzo mondo.
Perchè nel 2000 succede ancora questo? Le ragioni sono tante e il nostro Paolo Barnard cercherà di spiegarne almeno una, che parte dall'alto, proprio dal Fondo Monetario Internazionale.
Sul banco degli imputati sono dunque i paesi ricchi che fanno parte dell'FMI: gli Stati Uniti, la Germania, la Francia, l'Inghilterra, il Giappone, l'Italia e altri. Sono accusati, siamo accusati, di ignorare le sofferenze che il ripagamento del debito sta causando a questa gente.

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Appuntamento con la Storia - La Guerra del Vietnam
La Guerra del Vietnam, fu il conflitto combattuto tra il 1960 (data di costituzione del Fronte di Liberazione Nazionale FLN) e il 30 aprile 1975 (caduta di Saigon), prevalentemente nel territorio del Vietnam del Sud, tra le forze insurrezionali filo-comuniste, sorte in opposizione al governo autoritario filo-americano costituito nel Vietnam del Sud e le forze governative di questo stato, creato nel 1954 dopo la Conferenza di Ginevra in seguito alla cosiddetta guerra d'Indocina contro l'occupazione coloniale francese.
Il conflitto, iniziato in realtà fin dalla metà degli anni cinquanta con il primo manifestarsi di un'attività terroristica e di guerriglia in opposizione al governo sudvietnamita, vide il massiccio coinvolgimento diretto degli Stati Uniti d'America che incrementarono progressivamente le loro forze militari in aiuto al governo del Vietnam del Sud, fino ad impegnare un enorme complesso di forze terrestri, aeree e navali dal 1965 al 1972 (un massimo di quasi 550.000 soldati nel 1969), senza riuscire, però, a conseguire la vittoria politico-militare, subendo al contrario pesanti perdite, finendo per abbandonare al suo destino nel 1973 il governo di Saigon.
In appoggio alle forze americane parteciparono al conflitto anche dei contingenti militari inviati dalla Corea del Sud, dalla Thailandia, dall'Australia, dalla Nuova Zelanda e dalle Filippine.
Sull'altro versante intervenne direttamente in aiuto delle forze filo-comuniste dell'FLN (definite Viet Cong dalle autorità statunitensi e sudvietnamite) l'esercito regolare del Vietnam del Nord che infiltrò, a partire dal 1964, truppe sempre più numerose nel territorio del Vietnam del Sud, impegnandosi in duri combattimenti contro le forze statunitensi nel corso di offensive culminate nella campagna finale del 1975. Inoltre, la Cina e l'Unione Sovietica appoggiarono il Vietnam del Nord e le forze Viet Cong con continue e massicce forniture di armi e con il loro appoggio politico-diplomatico.
La guerra del Vietnam non interessò soltanto il territorio del Vietnam del Sud, ma coinvolse progressivamente il Laos, la Cambogia (interessata massicciamente da attacchi aerei e terrestri americani e infine invasa dai Viet Cong contro la guerriglia comunista dei Khmer rossi). Anche lo stesso Vietnam del Nord venne ripetutamente colpito da pesanti e continui bombardamenti aerei statunitensi (dal 1964 al 1968 e ancora nel 1972) sferrati per indebolire le capacità militari nordvietnamite e per frantumare la volontà politica del governo di Hanoi di continuare la lotta insurrezionale al sud.
La guerra ebbe termine nell'aprile 1975 con la caduta di Saigon, il crollo del governo del Vietnam del Sud e la riunificazione politica di tutto il territorio vietnamita sotto la dirigenza comunista di Hanoi. Gli Stati Uniti subirono la prima vera sconfitta politico-militare della loro storia e dovettero accettare il totale fallimento dei loro obiettivi politici e diplomatici.
Nella storiografia vietnamita questo conflitto è conosciuto come guerra americana (in vietnamita Chiến Tranh Chống Mỹ Cứu Nước, letteralmente guerra contro gli americani per salvare la nazione).
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Correva l'anno - B. p. - Malcolm X-Martin Luther King
I due più grandi leader afro-americani del XX secolo a confronto, questa settimana, per il ciclo "biografie parallele" di Correva l'anno.
Malcom X e Martin Luther King, vere e proprie icone delle battaglie per l'emancipazione nera nell'America multietnica degli anni '50 e '60, sono profondamente diversi per temperamento e formazione.
Un'adolescenza dentro e fuori case di correzione, droga, prostituzione per Malcom, nemico tutta la vita di mediazioni e compromessi tra bianchi e neri, instancabile predicatore musulmano che non disdegna il ricorso alla violenza.
Le migliori scuole per Martin Luther King, pastore battista come suo padre, pacifista convinto affascinato da Ghandi, premio Nobel per la pace, capace di mobilitare grandi masse con la sola forza delle parole e del sogno di giustizia e uguaglianza Si incontrano un'unica volta nel 1964, ma si scrutano a distanza tutta la vita.
Negli anni in cui ha inizio il processo di decolonizzazione in Africa, accrescono entrambi la loro influenza politica tanto da essere tenuti sotto controllo dall'FBI. E' con le loro battaglie che la "questione nera" diventa un problema nazionale e la protesta per i diritti civili finisce per coinvolgere tutti i cittadini democratici degli Stati Uniti.
Due leader carismatici così diversi, accomunati da un'unica tragica fine sulla soglia dei quarant'anni: una mano assassina li ucciderà entrambi. Per qualcuno una tragica fine già scritta.
In conclusione il consueto appuntamento con l'editoriale di Paolo Mieli.
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Correva l'anno - Incontri fatali - Hitler e Röhm
Sono gli anni dell'ascesa del nazionalsocialismo in Germania. Hitler inizia ad occupare la scena politica e dalla sua roccaforte di Monaco di Baviera guida l'estrema destra, alla ricerca di consensi sempre maggiori. Alle adunate e nei cortei, al suo fianco, c'è sempre Ernst Röhm, il pingue capo delle SA, le "truppe d'assalto", una formazione paramilitare eterogenea formata da sbandati, reduci, picchiatori, piccoli delinquenti e disoccupati.
Hitler e Röhm sono amici di lunga data, sono compagni di lotta e di bevute. Il futuro Führer ha bisogno del capo delle SA per farsi strada all'interno del partito nazionalsocialista. Ha bisogno di lui e dei suoi uomini per mantenere l'ordine o agitare le piazze e per minacciare gli avversari politici. Ma Röhm è una testa calda, un uomo che dichiara anche pubblicamente la sua omosessualità e che si circonda di personaggi ambigui. Per questo, e per il fatto che il suo esercito violento diventa sempre più difficilmente controllabile, una volta consolidato il potere Hitler ha bisogno di liquidare la presenza ingombrate delle SA e del loro capo. Dopo "la notte dei lunghi coltelli" una delle più efferate "purghe" della storia le "Truppe d'assalto" saranno ridotte solo a una nota di colore nelle parate di regime e Ernst Röhm cadrà nell'oblio.
A Correva l'anno tutti i retroscena dell'ascesa del partito nazista al potere, negli anni straordinari e torbidi della Repubblica di Weimar.
Conclude la puntata, come di consueto, l'editoriale di Paolo Mieli.
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Correva l'anno - Seconda Guerra Mondiale - Sotto le bombe
70 anni fa cominciava la Seconda Guerra Mondiale, una guerra dove i bombardamenti aerei avrebbero avuto, per la prima volta nella storia, un ruolo decisivo.
Se la Grande Guerra era stata infatti combattuta principalmente nelle trincee, negli anni Quaranta le nuove tecnologie, con la costruzione di bombardieri sempre più grandi e capaci di trasportare tonnellate di ordigni esplosivi, avrebbero permesso differenti strategie.
Molti documentari di storia hanno già mostrato le immagini della distruzione del monastero di Montecassino, o di quella del quartiere San Lorenzo a Roma, ma nella puntata Sotto le Bombe si raccontano alcuni dei bombardamenti meno documentati, meno "famosi", meno "visti", ma che certo non furono meno distruttivi e mortali. Bombardamenti tedeschi o alleati, di precisione o indiscriminati, su obiettivi militari o sulla popolazione civile.
Soprattutto quelli che devastarono l'Italia. Come i bombardamenti su Torino, colpita proprio poche ore dopo la dichiarazione di guerra di Mussolini, su Milano, dove viene distrutto lo storico Teatro alla Scala e dove una bomba colpisce in pieno una scuola elementare uccidendo 184 bambini e 19 maestre, su Foggia completamente rasa al suolo e su Bari, con i corpi straziati dall'iprite, gas tossico vietato dalla convenzione di Ginevra. La puntata si chiude con l'ultimo inutile rogo di Dresda, città tedesca ricca di arte e priva di ogni interessa strategico e militare.
In chiusura, come di consueto, l'editoriale di Paolo Mieli.
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Correva l'anno - Anni '60 - Vietato vietare
Nell'anno in cui Sergio Endrigo vince Sanremo con Canzone per te, nell'anno degli Azzurri campioni d'Europa, molti ragazzi italiani, come quelli di tutto l'occidente, vogliono creare "un mondo diverso" e buttar giù il cosiddetto "sistema".
Dalle prime occupazioni degli atenei del 1966, a Trento e a Roma, alle innumerevoli proteste contro la riforma universitaria dell'anno successivo a Pisa, Bari, Napoli, Genova e Venezia.
Poi il 1968, osannato o famigerato. Protestano gli studenti dell'Università Cattolica di Milano, a Roma le manifestazioni degenerano presto ed è il momento degli scontri con la polizia a Valle Giulia e alla Sapienza.
Il mondo giovanile è pervaso da uno "spirito rivoluzionario" che si nutre di nuove motivazioni: la guerra del Vietnam, il terzomondismo, il maoismo, Che Guevara... Nascono nuove parole d'ordine, nuovi slogan, che rimbalzano da Parigi a Città del Messico, da Praga a Los Angeles. Un periodo di eccessi e di utopie e di profondi cambiamenti.
Poi, già dal 1969, il cosiddetto "Movimento" inizia a sfaldarsi, è l'anno dell'"Autunno caldo", degli scioperi a oltranza, di Piazza Fontana... gli Anni di Piombo sono alle porte.
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Istituto Luce - La Russia dai Romanov a Stalin
L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) anche nota come Unione Sovietica, fu uno stato federale comunista dell'Eurasia nordorientale. Sorse il 30 dicembre 1922 sulle ceneri del vecchio Impero zarista, e si sciolse ufficialmente il 26 dicembre 1991.
La lista delle repubbliche costituenti la federazione subì, nel corso del tempo numerose variazioni. Negli anni precedenti il suo scioglimento ne facevano parte 15 Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS).
La più grande per superficie, economia e popolazione e la più importante sul piano politico era la Repubblica Socialista Sovietica Russa, l'odierna Russia. Anche il territorio dell'Unione Sovietica subì vari mutamenti, e nel periodo più recente corrispondeva approssimativamente a quello del tardo Impero Russo, senza tuttavia Polonia e Finlandia. L'organizzazione politica del paese prevedeva un solo partito politico ufficialmente riconosciuto, il Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCUS), guidato da un segretario generale e dal Politburo.
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La Grande Storia - Dittatura
"Potevo fare di questa aula sorda e grigia un bivacco per i miei manipoli" dichiara Mussolini nel discorso di insediamento alla Camera, il 16 novembre del 1922, fra lo stupore dei deputati antifascisti, allibiti da parole che suonano un esplicito annuncio di regime. Poche settimane dopo l'amnistia: una pietra tombale sulle violenze compiute dagli squadristi prima della presa del potere. Ma aggressioni, delitti e incendi contro cooperative, sindacati, giornali e militanti liberali e di sinistra non terminano qui.
La Grande Storia presenta Dittatura, un lungo racconto che abbraccia la storia italiana dalla nascita del fascismo il 23 marzo 1919 alla caduta del regime il 25 luglio 1943. Ben più di due decenni di tragedie.
Giunto al governo Mussolini non esita ad assorbire tutte le squadre fasciste creando un nuovo organo di Polizia di stato e di partito: la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. E integra nello stato anche il Gran Consiglio del Fascismo, un altro organo di partito.
Nel 1926 con il varo delle "leggi fascistissime", il cui effetto è retroattivo, si sopprimono tutti i giornali non ligi al regime e anche i partiti di opposizione. I pubblici dipendenti dovranno prendere la tessera del partito. E' abolito il diritto di sciopero. Si istituisce il confino di polizia: non solo per gli antifascisti ma anche per gli omosessuali, accusati letteralmente di "attentato alla dignità della razza". Gravi le sanzioni contro l'espatrio clandestino.
Il Tribunale Speciale emette gravi pene, compresa quella di morte, per le attività contro il fascismo, considerate ormai "delitto contro lo Stato".
L'Ispettorato Speciale di Polizia divenuto poi OVRA, come una piovra, raggiunge con i suoi tentacoli capillarmente tutti i cittadini, tanto che in ogni condominio c'è un informatore, spesso il capo palazzo.
Non mancano i crimini veri e propri. Viene ucciso a colpi di bastone don Luigi Minzoni, il parroco di Argenta. Ed ancora a colpi di bastone anche il deputato liberale Giovanni Amendola e l'intellettuale Piero Gobetti con l'unica differenza è che questi ultimi moriranno alcuni mesi dopo l'aggressione.
Contro i delitti fascisti perpetratisi a danno delle opposizioni durante la campagna elettorale per le elezioni tenutesi nell'aprile del 1924 e che vede la vittoria del listone di cui fa parte il partito fascista, il 30 maggio 1924, alla seduta inaugurale della Camera si alza la voce di Giacomo Matteotti per chiedere l'abolizione del responso delle urne. Pochi giorni dopo, il 10 giugno Matteotti viene rapito e ucciso dai sequestratori fascisti sui sedili posteriori di una macchina su cui è stato caricato con la forza. Il cadavere di Matteotti verrà rinvenuto nei dintorni di Roma il 16 agosto.
Ancora morti. Antonio Gramsci, arrestato, morirà per gli stenti e la durezza della pena subito dopo essere stato dimesso dal carcere. Nel 1937 saranno uccisi, a Bagnoles de l'Orne in Francia, i fratelli Carlo e Nello Rosselli...
http://www.lagrandestoria.rai.it/RaiDue/category/0,1067207,1
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La storia siamo noi - CIA la Guerra Segreta
7 dicembre 1941: A "sorpresa" il Giappone attacca gli Stati Uniti d'America. Il presidente Harry Truman decide di creare la CIA, riformando l'Office of Strategic Services (OSS), nato per la seconda guerra mondiale.
E' l'agenzia di spionaggio per l'estero degli Stati Uniti, responsabile dell'ottenimento e dell'analisi delle informazioni sui governi stranieri, sulle società, sugli individui e sulla segnalazione di tali informazioni ai vari rami del governo degli Stati Uniti. Dispone inoltre di un ampio apparato militare segreto, che durante la Guerra Fredda è stato responsabile di diverse campagne clandestine contro governi stranieri.
La sede centrale si trova a Langley, in Virginia, vicino al fiume Potomac e Washington. All'interno di questa fortezza lavorano più di 16 mila persone. Per statuto il servizio segreto non è tenuto a rivelare il suo budget, il suo organigramma, il numero degli impiegati e l'ammontare dei loro stipendi, ne a specificare nomi e figure professionali. Secondo indiscrezioni i costi di questa agenzia arrivano "a livelli astronomici".
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La storia siamo noi - Medio Oriente - Promesse e tradimenti
Da generazioni ormai la guerra tra arabi ed ebrei per il possesso della Terra Santa, provoca enormi sofferenze in tutto il Medio Oriente. Molti pensano che all'origine di questa guerra ci sia l'immigrazione degli ebrei in Palestina e la fondazione dello stato di Israele. La verità al contrario è che questo conflitto ha radici ben più lontane: nel doppio gioco degli Inglesi durante la Prima Guerra Mondiale. Questa è una storia di complotti tra imperi rivali, di strategie sbagliate e di come le stesse promesse fatte sia agli arabi che agli ebrei abbiano lasciato un'eredità di sangue che ha segnato per sempre il destino del Medio Oriente.
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La storia siamo noi - Seconda Guerra M. - La doppia guerra
I governi europei, mossi dall'avidità e dal desiderio di potere, hanno commesso parecchi crimini e genocidi. Hanno massacrato senza pietà milioni di nativi americani, di africani, di asiatici e di australiani. Ad esempio, gli Herero della Namibia vennero avvelenati o impiccati dalle autorità della Germania imperiale, che li considerava "bestie". Gli inglesi fecero lo stesso con molte popolazioni africane ed asiatiche, non esitando a torturare, a violentare e ad umiliare gli indigeni.
I campi di concentramento, con tutte le loro mostruosità, nacquero alla fine del XIX secolo, e si moltiplicarono segretamente durante tutte le guerre. I crimini commessi da Hitler avevano tratto ispirazione da progetti criminali già realizzati da inglesi e americani.
Per molti anni ci hanno fatto credere che il nazismo fosse dovuto a ragioni storiche non prevedibili, e che le responsabilità dei crimini nazisti e della guerra fossero esclusivamente sulle spalle di Hitler e dei gerarchi nazisti.
Oggi è possibile provare che l'ascesa al potere di Hitler e la successiva preparazione alla guerra furono organizzate e finanziate dall'élite economico-finanziaria britannica e americana. Nel giro di pochi anni, meno di venti anni, la Germania , uscita da una terribile sconfitta e con un debito di guerra colossale, diventò uno dei più ricchi e forti paesi europei.
Dall'ascesa di Hitler, in soli sette anni, la Germania diventò in grado di sfidare militarmente una grande potenza mondiale come la Gran Bretagna. Senza aiuti da parte della grande finanza e delle grandi Corporation questo non sarebbe certamente stato possibile. L'aiuto della grande finanza americana giunse anche per evitare che in Germania si affermasse un governo social-comunista.
In questa puntata si scoprono i legami sottaciuti tra alcune grandi corporation americane (IBM, Standard Oil, Opel, Ford) e la Germania di Adolf Hitler.
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Ulisse - I confini dell'Impero Romano
In questa puntata, andando a ritroso nel tempo, scopriamo città, genti e luoghi diversissimi che popolavano l'Impero Romano ed in particolare i suoi sterminati confini, dove abitavano anche i nemici di Roma.
La prima tappa è lungo il Limes, oltre i confini dell'Impero: in Germania. In quei luoghi sono stati trovati i resti di una strage che ha cambiato il corso della storia: la battaglia di Teutoburgo. Nell'anno 9 dopo Cristo tre legioni romane caddero in una trappola e vennero completamente annientate. Migliaia di persone furono trucidate. Non si trattava solo di soldati ma anche di donne, vecchi e bambini.
Ma come si viveva ai confini dell'Impero? Pensate che a ridosso delle frontiere spesso sorgevano grandi città che erano dei cardini del sistema difensivo. Erano città dotate di circhi, anfiteatri e impianti termali, dove risiedevano anche gli imperatori durante le guerre. Una di queste era Carnuntum nell'attuale Austria.
Ci spostiamo poi in Libia dove Alberto Angela ci mostra la stupenda Leptis Magna. Una città costiera che era diventata ricca e famosa per i commerci e anche perché aveva dato i natali ad un grande Imperatore, Settimio Severo. Ancora oggi le sue rovine raccontano tutta la sua opulenza.
Vi mostriamo come i romani abbiano saputo imporre il loro lo stile di vita in tutto l'Impero.E' poco noto, ma a volte proprio la globalizzazione fu per i romani l'arma migliore per conquistare un popolo. Seppero usare più che il gladio, le lusinghe dello stile di vita romano: il fascino della moda, dei prodotti esotici, del cibo, dello stile di vita ricco pulito e confortevole.
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I veri terroristi nel nostro mondo non si incontrano nell'oscurità a mezzanotte ne gridano "Allah è grande" prima di qualche azione violenta.
I veri terroristi nel nostro mondo indossano abiti da 5000 dollari e lavorano nelle più alte posizioni del Governo, della Finanza e del mondo degli Affari.
Gli Arditi del Popolo sono stati i primi in Italia a rendersi conto che il Fascismo, pur da alcuni di loro inizialmente appoggiato, stava letteralmente cambiando pelle rispetto all'impostazione originaria.
Non più sinistra rivoluzionaria ed antidogmatica, ma sgherri del capitale. E quindi vero e proprio nemico da combattere con tutti i mezzi, anche quelli più violenti.
I veri terroristi nel nostro mondo non si incontrano nell'oscurità a mezzanotte ne gridano "Allah è grande" prima di qualche azione violenta.
I veri terroristi nel nostro mondo indossano abiti da 5000 dollari e lavorano nelle più alte posizioni d...
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